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Tra Duino e Aurisina, alla scoperta di alcuni sentieri poco conosciuti ma più che mai interessanti per qualche ora a passeggio tra mare, siti archeologici, natura incontaminata e deliziose opportunità culinarie.
Il sentiero Rilke e il Sentiero della Salvia, probabilmente, sono le passeggiate più conosciuta a ridosso del Golfo di Trieste. Ma che ve ne siano di altre belle, tra Duino e Aurisina, è cosa nota tra gli amanti del trekking nel Carso occidentale.

Il “Sentiero Mitreo” (chiamato “1a”), ad esempio, è una stupenda opportunità di trekking tra archeologia, natura e piacevoli profumi. Nelle due ore e mezzo di cammino, si parte e si ritorna a Duino, immergendosi tra uno degli scorci più affascinanti dei boschi del Carso. Il misterioso Mitreo di Duino, del resto, rimane uno tra i più antichi d’ occidente, ed è l’unico ad essere custodito all’interno di una grotta naturale.
Partendo da Duino, il percorso costeggia la ferrovia in direzione della SS 14, lasciando alle spalle il paese e consentendo, fin da subito, di scorgere un panorama mozzafiato, che nelle giornate più nitide consente di ammirare l’abitato di Duino con il suo bel castello, buona parte del litorale istriano nonché la Laguna che da Monfalcone giunge sino a Grado.
Con un occhio al paesaggio e l’altro ai segnali in vernice bianca e rossa sparsi lungo il percorso, non è difficile percorrerlo senza perdersi nel Carso. La grotta, che ospita il bassorilievo della divinità indo-iranica, è raggiungibile dopo il primo sottopasso ferroviario posto dopo l’ex Casello.
Le ultime centinaia di metri, che precedono la grotta, non sono agevoli. Dopo il sottopasso, la strada si stringe e il sentiero scende al sito archeologico. Previa prenotazione, era possibile scendere nella grotta. All’interno, è conservato il monumento di Mitra mentre uccide un toro, alcuni cippi e i resti dell’ara sacrificale.
Al ritorno, per allungare la passeggiata si può lasciare la grotta in direzione della SS 14. Giunti alla Caserma della Guardia Forestale, si può proseguire in direzione delle foci del Timavo e l’adiacente chiesa di San Giovanni in Tuba.

Non distante dal Mitreo, passava un’antica strada romana; che 2000 anni fa collegava Aquileia con Trieste. La strada, un tempo, percorsa dai legionari romani diretti in Persia, percorreva l’antica Via dell’Ambra. Ora gli escursionisti locali ne hanno ribattezzato una parte con il nome di “Sentiero Gemina”.
Il sentiero, parte da Malchina, ed è riconoscibile per un cartello giallo e verde che ne accenna il nome. Il sentiero, può venire percorso a piedi, in bici o a cavallo. Qui, l’escursionista può rimanere sorpreso dalle varietà dei paesaggi e dalle innumerevoli escursioni (anche culinarie) che può intraprendere lungo il percorso.
Il sentiero non presenta particolari altimetrie e può rivelarsi una piacevole sorpresa per chiunque. Nelle quattro ore di percorso (tra andata e ritorno) è davvero piacevole passeggiare lasciandosi rapire dal silenzio di quel bosco fitto di querce secolari, lecci e frassini; inebriandosi tra gli odori dei sommacchi o delle ginestre sparse lungo il percorso. Magari perdendo lo sguardo, quando la vegetazione si dirada, tra il golfo di Monfalcone e la vicina foce dell’Isonzo.
Il Gemina è una fantastica opportunità per coniugare una bella passeggiata con una sosta rigenerante tra le viuzze e le stradine di alcune frazioni carsiche che si estendono da Malchina a Ternova passando per Precenico, San Pelagio e Prepotto.
Lasciato il sentiero, con un po’ di curiosità; ognuno di questi villaggi merita una sosta per scoprire i ritmi lenti di queste frazioni, conoscere la cultura della minoranza slovena di Trieste ma soprattutto per far visita ad una delle tante Osmize o Gostilne carsiche, dove sono i sorrisi e gli sguardi dei locali a rendere l’atmosfera ancora più frizzante e, quindi, unica.

Dalla Scuola Gruden di Aursina (frazione Cave), si snoda il terzo itinerario. Noto come il “Didattico” (sentiero 3), il percorso è una piacevole proposta di trekking proposta dagli studenti locali della scuola carsica e si rivela, nei sei chilometri di percorrenza, adatto per qualche ora “mordi e fuggi” tra bei panorami, tanta quiete e la possibilità di scoprire la flora e le peculiarità storiche del comune di Aurisina. Consentendo al ritorno, di giungere sino a Santa Croce, e tramite il sentiero 4 persino a Strada del Friuli: a due passi dal centro di Trieste.
Il percorso “Didattico” è davvero particolare. Un piacevole mix tra i boschi carsici e la natura mediterranea della costiera triestina. Durante l’itinerario, si passa anche per Aurisina (per gli sloveni: Nabrežina).
Lasciato il comune carsico si susseguono, durante la camminata, numerosi paesaggi rurali in cui prevalgono campi coltivati, prati e vigneti. Ma da lì a poco, l’itinerario volge già alla fine e si scorge la scuola in lontananza.
Seguendo questo percorso, ci si imbatte in undici punti d’interesse davvero poco conosciuti ma tutti da scoprire. Tra questi: la vedetta Liburnia, il monumento dedicato al poeta sloveno Igo Gruden, il cimitero militare risalente alla Prima guerra mondiale e la valle Lišček.
Ogni tappa è segnalata da un numero progressivo (da 1 a 11) che si sussegue a seconda della sua posizione lungo il percorso. Presso ognuna di queste stazioni, del resto, sono ben visibili dei cartelli informativi. Per i più curiosi, gli studenti e i professori della scuola Gruden hanno anche realizzato e, quindi, pubblicato una vera e propria Guida che non manca di piacevoli suggerimenti e dettagliate informazioni sul “Percorso Didattico”.

Il percorso “Didattico” comincia proprio presso la scuola. Siamo nella frazione Aurisina Cave. Da qui si potrebbe proseguire anche sul Sentiero dei Pescatori in direzione del mare, godendo di una vista mozzafiato sull’intero Golfo di Trieste.
Questo sentiero vi condurrà sino al mare e si pregia di una sua storia tutta da raccontare. Il Sentiero, infatti, era già conosciuto in epoca romana e veniva percorso per trasportare la pietra bianca di Aurisina sulle navi e da qui portato ad abbellire templi e le nobili dimore dislocate in tutto il Mediterraneo,
Successivamente, il sentiero fu percorso anche dai pescatori locali che, scendendo dal Carso, la percorrevano per raggiungere il mare di Canovella degli Zoppoli per pescare con le loro "zoppole" o "čupa”; ossia delle imbarcazioni ricavate da un solo tronco d'albero che solo a guardale sembrano più uniche che rare!

Info:
Tutte le informazioni utili per il turismo in Friuli Venezia Giulia sono disponibili sul sito nell'apposlita sezione di Duino Aurisina.
A seguire alcune pagine web dedicate ai sentieri del "Carso Segreto":
- Il Sentiero Mitreo: clicca
- Il Sentiero Gemina: clicca
- Il Sentiero Didattico e il Sentiero dei Pescatori: clicca
Pubblicato da Marco Cadelli
In data: 03-04-2022
Categoria: Tempo Libero
Album: Duino Aurisina: tra mare e Carso
Location: Friuli Venezia Giulia