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"Antenore, scampato agli Achei, poté entrare nel golfo illirico, spingersi in modo sicuro nel regno dei Liburni e superare le sorgenti del Timavo che simile a un mare impetuoso erompe dalla montagna per nove bocche con alto frastuono e inonda i campi di un acqua risonante."
Virgilio, nel primo libro dell’Eneide, lo celebrò in questo passo parlando di “nove bocche”, a differenza di altri storici che ne citarono solo sette.

A detta di molti, questo è anche il “fiume nascosto”, dalle molte vite e con i suoi fitti misteri. Con i suoi 2 chilometri (degli 87 totali) di percorso, in superficie, è anche il fiume più corto d’ Italia che sfocia in mare.
Stiamo parlando del Timavo. Un fiume ricco di mistero e davvero poco conosciuto. Ancora oggi, del resto, il suo percorso sotterraneo non é del tutto noto (clicca per vedere una delle ultime esplorazioni) e rimane uno dei fenomeni carsici più incredibili.

Il fiume nasce, in Croazia, alle pendici del Monte Nevoso. Qui, lo chiamano Reka (letteralmente “Fiume”). Dopo aver percorso trentasette chilometri, sprofonda in una grande voragine nei dintorni di Vreme, in Slovenia, sotto i ruderi del castello di Školj. E proprio, qui inizia quel suo percorso che sa di assai misterioso!
Il fiume, dapprima, scende in una stretta gola, tra pareti strapiombanti, per poi inabissarsi a 250 metri sotto terra, nelle pittoresche Grotte di San Canziano (Škocjanske Jame). Prosegue il suo corso sotterraneo per altri quaranta chilometri attraversando l’Abisso di Trebiciano, dove scorre a 329 metri di profondità, per tornare alla luce a San Giovanni di Duino e sfociare, da lì a poco, nel Golfo di Trieste.
Qui, il fiume riappare, con tre sorgenti in tutta la loro forza impetuosa, nei pressi della basilica di San Giovanni in Tuba, in un’area davvero particolare per il suo habitat costuito da prevalentemente da maestosi cipressi, pioppi e platani secolari.

Il fiume uscendo con una grande forza dalle bocche sembra conservare la vemenza del lungo cammino sotterraneo. Ma da li a poco, la sua forza viene meno incanalandosi nell'alveo artificiale che lo conduce verso il Mare.
Storicamente, l’area delle foci del Timavo è sempre stata luogo di culto. La presenza di un fiume che sgorgasse dalla terra, del resto, aveva incuriosito ma anche impaurito le popolazioni primitive. Qui si veneravano Ercole, Saturno, la Spes Augusta, Libero Augusto e, per l'appunto, il dio Temavus.
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Attualmente, l’area è sempre più meta di fugaci visite di scolaresche, comitive o piccoli gruppi di visitatori. Del resto arrivarvi è davvero semplice e può essere una piacevole sosta per chi è diretto verso Trieste o allunga in direzione della vicina Slovenia o Croazia.
Il periodo migliore per arrivare qui, probabilmente, è a settembre inoltrato, quando arriva il foliage autunnale e la vegetazione circostante si colora dei mille colori d’Autunno. E lungo il corso del fiume ci si può imbattere in rane, anatre e cigni e numerosi pesci (tra i quali: cefali e orate).
Quando si è in loco, e si ha la fortuna di trovarla aperta, può rivelarsi davvero interessante anche una visita della vicina Chiesa di San Giovanni in Tuba, una delle più antiche di tutto il Friuli Venezia Giulia, in cui è possibile ammirare nella zona dell’abside, un mosaico pavimentale originale della Basilica paleocristiana del V secolo.
Nelle vicinanze dell’area delle Risorgive, sulla Strada Statale, sono visibili su uno sperone di roccia, anche due lupi di bronzo. Rappresentano il monumento ai “Lupi di Toscana”, il reggimento di fanteria che qui combatté nella Decima battaglia dell’Isonzo durante la Grande Guerra. Un monumento che mantiene vivo il ricordo di questi luoghi e di un passato assai cruento che suscita sempre una profonda riflessione storica e culturale.

Info:
Tutte le informazioni utili per il turismo in Friuli Venezia Giulia sono disponibili online
Come arrivare:
Dalla Strada Statale 14, in località San Giovanni del Timavo (comune Duino Aurisina), è facilmente raggiungibile un parcheggio libero abbastanza grande.
A poche centinaia di metri dal parcheggio, si entra nell’ area verde delle Risorgive per scoprire da vicino questo particolare fenomeno carsico nonché visitare la chiesa di San Giovanni in Tuba e il vicino monumento ai "Lupi di Toscana”.
Pubblicato da Marco Cadelli
In data: 03-04-2022
Categoria: Turismo
Album: Duino Aurisina: tra mare e Carso
Location: Friuli Venezia Giulia