Torri costiere: problemi di armamento

Torri costiere: problemi di armamento

Torri costiere: problemi di armamento

Nel 1749 il Governatore di Piombino chiedeva al Castellano di Torre di Baratti la consistenza dell’armamento. La risposta non era affatto rassicurante: 4 cannoni di cui 3 inservibili e 36 palle di diverso calibro, 6 fucili di cui uno solo funzionante, 2 spingarde di cui una senza acciarino, 4 sciabole, 4 baionette, 2 battipalle ed 80 libbre di polvere.

Non mancavano inoltre episodi in cui la Torre era guarnita da un solo soldato ed il Comandante ne chiedeva l’assegnazione di un altro; ed ancora altre situazioni in cui lo stesso comandante lamentava la scarsa professionalità dell’unico soldato che aveva a disposizione.

Non molti anni dopo, nel 1795, i militari a difendere la Torre erano finalmente 3, ma secondo il Castellano Bartolomeo Paulini il problema era la carenza dell’armamento ch’egli denunciava nel 1799 e nel 1800.

Non se la passava meglio il Castellano di Torre Mozza che nel 1794 comunicava a Piombino lo stato di fatto degli armamenti: 2 cannoni da 8 con 32 munizioni di calibro inferiore e praticamente inservibili, 4 fucili con baionetta ma non in buono stato e con 40 munizioni, 3 sciabole di cui una con cinturone rotto ed una senza cinturone, una buona scorta di polvere ma quasi priva di nitro, quindi di scarsa qualità.


Fonti:

Torri e difese costiere del Principato di Piombino – Mauro Carrara - 2000

Archivio Storico della Citta di Piombino “Ivan Tognarini”


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Pubblicato da comitatobaratticornia 
In data: 10-07-2020
Categoria: Storia
Album: Di Torre in Torre
Location: Toscana

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