
Oggi il settore culturale si trova costretto a limitare il contatto con i propri pubblici, o addirittura in molti casi è obbligato a cancellarlo del tutto, o a rimandarlo a data da destinarsi. I luoghi della cultura si trovano a causa del coronavirus in condizione di non poter perseguire il loro scopo primario di diffusione del sapere, di contatto e confronto.
Lo scenario è difficile e lo diventa ancora di più in un momento storico come quello che stiamo vivendo nel nostro Paese, che spesso fatica a riconoscere il grande valore della cultura. La chiusura imposta a musei, teatri e altri luoghi di cultura potrebbe demoralizzare, ma deve invece incoraggiare a “pensare in maniera laterale”, per cercare di mantenere vivo il rapporto con i potenziali visitatori.
Le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie digitali sono veramente notevoli. Si parla molto in queste settimane di smart working, ma il digitale non solo ci permette di lavorare in modo nuovo, agile e all’occorrenza a distanza, dirette streaming e visite virtuali esistono da tempo, ma almeno in Italia erano pochi, fino a ieri i musei e le altre istituzioni culturali che li sfruttavano appieno. Oggi, perché si è sostanzialmente obbligati a farlo, la situazione è cambiata e l’ha fatto rapidamente, mostrando che il problema non è certo tecnico.
Il digitale può creare straordinarie occasioni di diffusione culturale e aprire a nuove forme di fruizione dei contenuti, tanto divulgative che educative (come ci insegna la didattica a distanza). Innovare l’intero settore, anche attivando nuove risorse mentali, umane ed economiche, sarà fondamentale, per superare future crisi e per sviluppare strategie digitali che si possano affiancare a quelle tradizionali e moltiplicare i pubblici della cultura. Usciremo dalla quarantena più forti e consapevoli, con nuove idee e strategie.
Pubblicato da Lorenzo Renzulli
In data: 16-03-2020
Categoria: Networking
Location: Tutta Italia