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Lo scorso giovedì 28 febbraio nello studio de Grenet di Venezia si è aperta la mostra dell’artista visiva Laura Manfredi organizzata dalla Galleria Admore e architetto de Grenet. L’esposizione  sarà visibile dal 1 al 3 marzo 2013 su appuntamento.

Laura Manfredi presenta dieci monoprint calcografici in un allestimento singolare, vista la connotazione privata del luogo in cui le opere saranno esposte. L’incontro è il primo di una serie dedicati all’arte contemporanea, nelle sue diverse sfaccettature.

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Dopo la laurea all’ Accademia di Belle Arti di Brera-Milano Laura Manfredi ha affiancato il suo professore di Tecniche d‘Incisione. In seguito ha lavorato alla Fiera di Milano e finalmente dal 2011 si dedica interamente all’arte.

Le sue opere scaturiscono da spunti del mondo esteriore che ai più potrebbero sembrare banali ma che su di lei hanno un effetto scatenante: ridisegna un’emozione, una suggestione, ‘la sensazione è un misto di stupore di fronte ad una cosa che in quel momento trovo bella e di curiosità’. Recentemente si è trasferita a vivere in Austria in un ambiente a diretto contatto con la natura che cattura la sua attenzione con i colori stagionali delle piante.

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Magica e misteriosa Venezia.

Per un turista che venga da altri continenti o paesi, deve sembrare davvero un luogo di un’altra dimensione. Cio’ che amo di Venezia, e’ la sua atmosfera magica e da sogno ed il suo labirinto di viette e calli, con cicchetterie che specie d’inverno, ti accolgono calorosamente.

Leggevo di uno studio dove e’ stato messo in evidenza che le caratteristiche di una citta’, hanno ripercussioni sulla personalita’ del soggetto. Ad esempio in alcune personalita’ emotivamente instabii e di provenienza perlopiu’ europea, Venezia e’ stata scelta come luogo per suicidarsi.

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A Shoot in Venice

Shooting 2012/13

Il Carnevale è sicuramente uno dei più travolgenti appuntamenti veneziani che regala alla città un’atmosfera vivace e colorata e permette di rivivere un’antica festa popolare.

E’ durante il dogato di Vitale Falier nel 1094 che ci giungono le prime fonti scritte relative a divertimenti pubblici in città, successivamente ufficializzati nel 1296.

Tuttavia solamente nel Settecento questa festività raggiunge fama a livello internazionale.

A Shoot in Venice

A Shoot in Venice

Il Carnevale era il momento dell’anno più atteso in quanto coinvolgeva l’intera società veneziana che, abbandonati gli affanni quotidiani, si lasciava trasportare verso un’altra dimensione di svago e spensieratezza. Le maschere e i costumi rendevano le persone più intriganti e aumentavano il clima di mistero e fervore, già caratteristico di Venezia.

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Cristo davanti a Pilato è uno dei dipinti del Tintoretto contenuto nella Sala dell’Albergo della Scuola Grande di San Rocco a Venezia. Le mani del plenipotenziario romano in Galilea restano nere, è questa l’intuizione di Tintoretto impressa sulla tela a indicare per sempre che anche l’indifferenza verso il sangue innocente è un crimine. Nella Scuola Grande di San Rocco il 20 ottobre, per iniziativa congiunta dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto e dell’Ordine degli Avvocati di Venezia, si è riunita una parte della Corte Penale Internazionale per la cerimonia solenne, non ripetuta in altre città italiane, del decennale dalla firma dello Statuto di Roma, varato il 17 luglio 1998 ed entrato in vigore l’1 luglio 2002, istitutivo della Corte Penale Internazionale all’Aia nei Paesi Bassi.

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Un'immagine del pubblico presente nel Palazzo Regionale a Venezia durante la presentazione del XII Rapporto sull'Immigrazione in Veneto

In un piccolo centro della provincia di Rovigo era giunto qualche anno fa un pediatra di origine africana. Le maestre lamentavano il fatto che il dottore era spesso assente al ricevimento dei genitori sul rendimento dei figli a scuola ma pare che il medico abbia commentato le critiche osservando: “Che cosa direste se la mamma di un bimbo ammalato trovasse un giorno il mio studio vuoto?”. Anneddoti, freddure, in questo caso non troppo sfavorevoli per l’interlocutore straniero, che segnalano, però, la presenza di una lampadina accesa sul problema del dialogo e della convivenza a scuola fra stranieri e italiani.

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