Mario Schifano è considerato uno dei massimi esponenti della Pop Art italiana. Luca Ronchi, ex assistente dell’artista, lo ricorda in Mario Schifano. Una biografia, uscito di recente per la collana “Biografie” di Johan & Levi editore. Ronchi continua ciò che aveva iniziato col documentario Mario Schifano Tutto, uscito nel 2001, ripercorrendo l’arte e la vita di questo grande artista attraverso testimonianze dirette di chi lo ha conosciuto.
Una carriera artistica all’insegna di diversi cicli tematici, quella di Schifano, a cominciare dai celebri monocromi – grandi campiture del medesimo colore -, per continuare con le opere di rielaborazioni della storia dell’arte. Tra queste vanno ricordate la serie del futurismo rivisitato o, più tardi, i rifacimenti delle opere dei grandi maestri del Novecento, come Magritte, De Cherico, Boccioni; ma rifarà anche se stesso, riprendendo sue precedenti opere.
Durante i suoi ripetuti viaggi negli USA conosce Andy Warhol e Jim Dine, coglie gli aspetti più stimolanti della cultura americana, ma capisce e sottolinea le differenze fra questa e la tradizione italiana, così come la particolarità della sua propria arte, che mai vorrà paragonata a quella degli artisti statunitensi.
Il suo interesse per le varie forme di espressione artistica non è dimostrato solo dai suoi film sperimentali o dal suo gruppo rock, ma soprattutto dalle opere dove vengono utilizzate più tecniche innovative, tra cui l’elaborazione di nuove immagini al computer, i fotogrammi televisivi riportati su tela emulsionata, la costante ricerca di nuovi materiali plastici.
Mario Schifano. Una biografia di Luca Ronchi dà voce a colleghi, amanti, collezionisti, amici che ripercorrono la vita spericolata dell’artista e sulle pagine rivive l’epoca dorata di quella dolce vita romana di cui Schifano fu protagonista. E fra un aneddoto e l’altro approfondiamo la conoscenza dell’ambiente artistico e intellettuale in cui si è mosso e che determinò il suo formidabile percorso artistico.











