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La Sant’Anna di Leonardo minacciata?

E’ di pochi giorni fa la notizia che il restauro in atto sulla famosa Sant’Anna di Leonardo da Vinci, conservata al Museo del Louvre di Parigi, può arrecare danni irreversibili all’opera.

La Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnellino é una delle più note opere pittoriche del grande maestro, datata tra il 1510 e il 1513 é realizzata con la tecnica ad olio su tavola e rappresenta uno dei maggiori capolavori dello sfumato leonardesco. Fa parte delle tipiche rappresentazioni cui Leonardo si dedicò nei primi anni del cinquecento, dopo il soggiorno fiorentino, e che riguardano la Madonnna, Sant’Anna e Gesù Bambino e fu probabilmente esportata in territorio francese da lui stesso.

Ultimamente si é sentito parlare molto di  Leonardo per la mostra a lui dedicata che si inaugurerà a breve alla National Gallery di Londra, nonché per la conferma dell’attribuzione di un disegno da poco ritrovato.

Ora si ritorna a parlare di lui in terra francese. La rivista Le journal des arts, infatti, critica fortemente le azioni di restauro attualmente in fase di esecuzione sull’opera, in quanto potrebbero danneggiare l’opera invece di conservarne l’integrità materica ed estetica. Lo stesso giornale definisce infatti tale restauro “più interventista di quanto già previsto”.

Le osservazioni fatte presenti dagli storici dell’arte partono dalle riflessioni maturate negli ultimi anni durante le analisi diagnostiche effettuate sull’opera.

L’intervento di restauto, infatti, era già stato interrotto dal Ministero della Cultura francese nel 1994 e successivamente la discussione venne ripresa in una giornata di studio alla presenza di esperti leonardeschi svoltasi nel 2009. Il dipinto di Leonardo pare infatti mostrare diversi problemi tra i quali la presenza di parti ritoccate, cosa che ha spinto i conservatori a riaprire il dibattito.

Il problema riguarda in particolare l’uso di adeguati solventi per la rimozione di questi vecchi restauri e della vernice protettiva ormai degradata, salvaguardando allo stesso tempo i materiali originali costituenti le stesure pittoriche. Non  é scontata anche la non reattività dei pigmenti, che invece viene esclusa da recenti studi che mostrano come alcuni di questi (come la terra di siena o bruciata componenti lo sfumato) siano invece molto sensibili ai solventi.

Per cui occorrerà che gli scienziati sappiano trovare precise risposte alle domande dei critici e adeguate soluzioni per operare al meglio. Tale scelte infatti riguarderanno altre opere di Leonardo esposte al Louvre, che successivamente potrebbero essere sottoposte a restauro.

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